Sociale

Schierarsi contro la violenza sulle donne: non solo il 25 novembre

Pubblicato il 29 Novembre 2023, scritto da Carlotta Graziani

di Anna Maria Mollica, Chiara De Maio, Salvatore De Maio, Daniela Michelangeli, Carlotta Graziani

Paola Cortellesi con il suo film “C’è ancora domani” ha mostrato all’Italia intera quanto le donne sappiano essere meravigliose combattenti e quanto sia importante continuare a parlare di contrasto alla violenza sulle donne.

Si avverte ormai la stanchezza del vuoto rituale del 25 novembre, con le sue sterili parole, i convegni, le commemorazioni, i minuti di silenzio, le panchine rosse e le scarpe scarlatte. Stiamo ancora vivendo il devastante incubo dell’assassinio di Giulia, brillante studentessa ventiduenne divenuta vittima sacrificale per mano di un “bravo ragazzo” che non accettava l’idea di una fine della loro relazione.

C’è chi arriva a chiedere un po’ di silenzio su questa mattanza, chi invece decide di fare rumore, urlando i nomi di tutte le donne uccise dai tanti uomini che si dichiaravano amici, amanti, compagni di vita mossi dall’azione violenta di una cultura della sopraffazione che non conosce coordinate geografiche, né differenze di età, di classe sociale, di titolo di studio. Uomini che non considerano le donne persone da amare, ma oggetti da possedere e di cui disfarsi.

Dall’inizio dell’anno sono salite a 107 le donne vittime di femminicidio, ma nutriamo purtroppo il timore che questo numero sia destinato ad aumentare giorno dopo giorno.
In molti casi i femminicidi consumati non sono altro che cronache di morti annunciate.

Un valido supporto sistematico di contrasto alla violenza di genere è dato dalla Convenzione di Istanbul. Il Parlamento italiano ne ha approvato la ratifica, convertendo il testo in legge nel 2013. La Convenzione è una pietra miliare contro la violenza di genere e fonda i suoi presupposti sull’obiettivo di un’evoluzione culturale della società. Secondo Amnesty International è “il trattato internazionale di più vasta portata creato per affrontare la violenza contro le donne e la violenza domestica. Include obblighi per gli Stati di introdurre servizi di protezione e supporto per contrastare la violenza contro le donne, come per esempio un adeguato numero di rifugi, centri antiviolenza, linee telefoniche gratuite 24 ore su 24, consulenza psicologica e assistenza medica per vittime di violenza. Invita inoltre le autorità a garantire l’educazione all’uguaglianza di genere, alla sessualità e alle relazioni sane”. Appare superfluo sottolineare come l’Italia non attui pienamente i principi della Convenzione di Istanbul, a cominciare, ad esempio, dal numero inadeguato dei Centri antiviolenza istituiti, alla cui carenza strutturale si associa una cronica precarietà funzionale. La loro attività infatti è subordinata ai periodici finanziamenti erogati dallo Stato alle Regioni, che a loro volta li distribuiscono ai territori provinciali attraverso i Piani Sociali di Zona. Occorre rendere permanenti i Centri antiviolenza, garantendone continuità operativa e reperibilità 24 ore su 24, potenziandoli ed istituendo presìdi decentrati nelle tante aree territoriali periferiche della Penisola, dove le donne sono lasciate ancora più sole ed isolate a vivere i fenomeni di violenza di genere. Le leggi non bastano: serve un’azione vasta e tenace di educazione e formazione ad ampio raggio.

La mattanza economica, sociale e culturale delle donne si manifesta anche nella messa in discussione, da parte dell’ attuale governo in Italia, di alcuni diritti faticosamente conquistati, come quello sull’interruzione volontaria della gravidanza garantito nel lontano 1978 con la Legge 194, approvata su impulso e determinazione dei movimenti delle donne, per sottrarre a morte sicura tantissime donne che ricorrevano agli aborti clandestini.

Tutto ciò avviene in nome di una fantomatica “cultura della vita” che al tempo stesso miete vittime umane, finanziando la guerra.

E’ opportuno ad oggi imparare a riconoscere quali e quanti sono i modi in cui tutti siamo vittime e complici di una cultura che ha esteso e approfondito le proprie radici in donne e uomini di questa società ancor oggi patriarcale; si parla di un patriarcato evolutosi in una forma diversa e più infima rispetto a quella classica legittimata di un tempo, motivo per cui buona parte degli individui a stento intercetta il suo insidioso processo.

Questo ci insegna che non basta essere donna per stare dalla parte delle donne. È scaduto dunque il tempo delle parole. C’è ancora domani se creiamo, oggi, una rete che rafforzi nelle donne il coraggio di essere se stesse, il coraggio di andare o di restare, di resistere, di lottare, di cambiare, di salvarsi, di Schierarsi per costruire insieme un futuro migliore per tutti e tutte.


Se vuoi partecipare alla discussione, iscriviti al sito o diventa socio

Chi siamo

Schierarsi è un’associazione culturale.
Nasce con l’obiettivo di coinvolgere gruppi di cittadini nella costruzione di proposte e progetti nell’interesse del Paese.
Il nome dell’associazione non è stato scelto a caso: viviamo in un periodo storico di grande conformismo ed è questo il momento di assumere posizioni chiare su temi nazionali e globali.

Scopri di più

Le nostre battaglie

Parole come sostenibilità, pace, autodeterminazione dei popoli e lotta alla criminalità organizzata rappresentano il cuore delle azioni in cui è impegnata l’associazione.

Scarica il pdf delle nostre battaglie

Altri eventi

31/01/2026

#IoMiSchiero – Pordenone

Sabato 31 gennaio alle ore 16.00 c/o Hotel Minerva, via…

19 Dicembre 2025

#IoVotoNo Milano

Venerdì 19 dicembre alle ore 17.00 c/o centro congressi Fondazione Cariplo via Romagnosi…

29 Novembre 2025

#IoMiSchiero – Bologna

Assemblea pubblica organizzata dell’associazione Schierarsi a Bologna c/o Centro Congressi…

11 ottobre 2025

Schierarsi incontra Catania

Assemblea di Schierarsi a Catania: soci, iscritti e simpatizzanti della…

Partecipa

Insieme siamo più forti, possiamo cambiare le cose. Il tuo sostegno è importante. Iscriviti e schierati insieme a noi!

Iscriviti

Dona ora

Sostieni l’Associazione Schierarsi con una donazione: il tuo contributo è fondamentale, noi ci autofinanziamo.

Dona ora